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Per le sue notti serene
Consigli e soluzioni
Succede spesso, non c’è da preoccuparsi!

Il giusto approccio

Capita che i bambini bagnino il letto durante la notte.
Si tratta di una situazione molto più frequente di quanto i genitori possano immaginare che, fino ai 5 anni, non dovrebbe destare allarmismo o preoccupazione nelle famiglie.

Spesso, infatti, si tratta solo di un ritardo di maturazione nella capacità di trattenere le urine che tende spontaneamente a risolversi con lo sviluppo. Quindi se il vostro bambino fa pipì a letto non è una tragedia!

Sciogliete tutti i dubbi che avete su una fase normale della crescita e rilassatevi.

TENETEVI INFORMATI

Quali sono le cause dell’enuresi, quando sentire un pediatra e che terapie esistono?

RASSICURATE

La pipì a letto è una normale fase della crescita e non siete soli.
Leggi le storie degli altri genitori

AIUTATE IL BIMBO A CAPIRE

Che cos’è l’enuresi? Dite a vostro figlio chiaramente che non è colpa sua!

INCORAGGIATE

Sono molte le azioni comportamentali che possono essere utili ad attenuare il problema.
Scopri quali

L’approfondimento della pediatra

Per conoscere il disagio della pipì a letto

RISPETTA I SUOI TEMPI

Il bambino tra il 2° e il 3° anno di vita può imparare a controllare gli sfinteri. Il controllo sfinterico non è "innato", ma si acquisisce secondo precise tappe. È importante offrire al vostro bambino una collaborazione ed un aiuto più che una costrizione rigida.

È il bambino che deve decidere da solo nel rispetto dei propri personali ritmi di crescita e di sviluppo psicomotorio quando è giunto il momento di abbandonare il pannolino. Spesso il controllo degli sfinteri rappresenta un traguardo che riempie di orgoglio e di gioia i genitori che vedono il loro piccolo diventare grande. Bisogna però evitare di forzarlo, accompagnandolo in questa sua conquista con delicatezza e con rispetto, trasformandola in un gioco e non in un compito.

Il passaggio da una tappa a quella successiva dipende infatti sia dall'influenza dei fattori ambientali sia di quelli relazionali. I genitori devono inserirsi in un contesto specifico che è quello del loro bambino con atteggiamenti "normali", senza essere né troppo rigidi né troppo permissivi, lasciando ai singoli eventi la giusta naturalezza. In un primo tempo raggiungerà il controllo diurno delle urine e successivamente, anche dopo molti mesi, il controllo notturno.

Tuttavia sono frequenti momenti di crisi, specialmente quando il bambino è turbato da qualche problema (per esempio la nascita di un fratellino, l'inserimento al nido o alla scuola materna) che possono portare a una battuta di arresto al lungo processo che porterà il bambino ad abbandonare il pannolino.

Alcuni bambini continuano a bagnarsi durante la notte per parecchi anni (taluni fino a prima della pubertà). In questi casi si parla di enuresi notturna. Questo fenomeno, è dovuto raramente ad anomalie fisiche: è pertanto un errore rimproverare il bambino o trattarlo come un malato.

Quasi sempre riuscirà a risolvere da solo con gradualità il suo piccolo, innocente, anche se fastidioso, problema; soprattutto se non sarà colpevolizzato, ma aiutato.
È un errore far sentire il bambino un "diverso", il suo problema è molto comune a tanti altri, che però magari non lo ammettono. Il concetto generale da tenere presente è comunque quello del processo temporale. Come tutte le conquiste le acquisizioni richiedono tempo e pazienza. Talora da genitore si perde infatti la consapevolezza che la conquista è del bambino e non è un successo o una sconfitta personale del genitore stesso.