logo
Per le sue notti serene
Pipì a letto:
impariamo a conoscerla insieme

Enuresi e notti bagnate…

La pipì a letto, chiamata “enuresi”, è “una involontaria perdita di urina in un'età in cui il controllo della vescica dovrebbe essere già stato raggiunto". L'enuresi merita particolare attenzioni solo dopo i 5 anni di età, perché prima il bambino non è ritenuto in grado di rimanere asciutto di notte.

Oltre i 5-6 anni, cioè quando iniziano ad esserci occasioni “sociali” come gite scolastiche o inviti a passare la notte a casa di amici, può diventare un disagio anche per il bambino.


Bisogna ricordare che l'enuresi è rarissimamente dovuto ad anomalie fisiche e che, soprattutto, si tratta di un disturbo e non di una malattia.

Per i bambini fino a 3 anni è normale bagnarsi la notte perché la vescica non ha ancora raggiunto una piena maturazione sia del volume di urina che è in grado di contenere, sia dei meccanismi che permettono al bambino di controllare la fuoriuscita della pipì. Per enuresi notturna non si intende però la saltuaria e sporadica emissione di urine durante la notte; per essere chiamato tale questo disagio deve presentarsi con una certa frequenza, ovvero in due settimane il bambino deve bagnare il letto almeno 2 volte.

DUE TIPI DI ENURESI

L’enuresi notturna primaria è tipica del bambino che non ha ancora acquisito il controllo della vescica. L’enuresi secondaria è invece determinata da fattori emotivi (inizia la scuola!) in bambini che sono già in grado di gestire il controllo della vescica.

FINO A CHE ETÀ È NORMALE?

Fino all’età di 5 anni la pipì a letto è ritenuta una normale fase della crescita. Oltre i 5 anni è necessario prestare maggiore attenzione per il disagio che il bambino possa incontrare nelle prime occasioni sociali, come gite scolastiche, pigiama party o inviti a passare la notte a casa di amici.

PERCHÉ DI NOTTE?

Perchè in alcuni bambini non viene prodotto a sufficienza l’ormone antidiuretico ADH, che gestisce la produzione di pipì, promuovendola maggiormente di giorno e riducendola la notte. Un po’ pazienza è una normale fase della crescita!

QUESTIONE DI SEGNALI

Nei bambini il cervello non è ancora in grado di rispondere al segnale della vescica piena. Esso dovrebbe trasmettere il segnale di sveglia al bambino così da permettergli di andare in bagno, ma tale connessione non è ancora sviluppata.
Nessun problema... è una facoltà che si acquista crescendo..

L’approfondimento del pediatra

Per conoscere il disagio della pipì a letto

CHE COS’È L’ENURESI?

Può capitare ai bambini, durante il sonno, di avere delle perdite involontarie di urina. L'enuresi è il frequente verificarsi di questo fenomeno (almeno 2 volte a settimana per 3 mesi consecutivi).

La prevalenza dell'enuresi varia con l'età, passando dal 10-15% all'età di 6 anni per scendere all'1-2% nella popolazione adulta.
La percentuale dei maschi che soffre di enuresi è superiore a quella delle femmine in età pediatrica. Per i bambini piccoli è normale bagnarsi la notte perché la vescica non ha ancora raggiunto una piena maturazione, sia del volume di urina che è in grado di contenere, sia dei meccanismi che permettono al bambino di controllare la fuoriuscita della pipì.
Se il bimbo non ha mai acquisito il controllo notturno definiremo l'enuresi come primaria. Questo caso si attribuisce a un ritardo di maturazione della vescica in una sua componente chiamata sfintere vescicale: un piccolo muscolo che funziona da valvola e che impedisce alla pipì di fuoriuscire verso l'esterno. Solitamente il suo controllo si acquisisce completamente verso il quarto anno di vita.

L'enuresi primaria può anche essere dovuta ad un insufficiente controllo ormonale: nel cervello esiste una ghiandola, l'ipofisi, che produce diversi ormoni tra cui l'ADH (ormone antidiuretico), che agisce facendo sì che durante la notte venga prodotta circa la metà della quantità di urina prodotta nella giornata. Definiremo invece l'enuresi come secondaria quando il bambino, dopo avere raggiunto il controllo della vescica per almeno 6 mesi, ha ripreso a fare la pipì a letto. Ciò può dipendere da particolari situazioni emotive e stressanti (ad esempio la nascita di un fratellino, l'inserimento a scuola, tensioni familiari...).

L'enuresi può comparire poi come conseguenza di una malattia (ad esempio un'infezione urinaria o, più raramente, di patologie più complesse come diabete, epilessia.). L'enuresi, specialmente all'inizio, è più un disagio dei genitori che del bambino.

Oltre i 5-6 anni, quando iniziano ad esserci occasioni 'sociali' come gite scolastiche o inviti a passare la notte a casa di amici, può diventarlo anche per il bambino.

L'enuresi è un disturbo e non una malattia, e come tale ha delle soluzioni.

ENURESI PRIMARIA E SECONDARIA

Quando il bimbo non ha ancora acquisito il controllo notturno della pipì si parla di enuresi primaria: il sintomo consiste nella perdita involontaria d'urina durante il sonno o nella disfunzione vescicale diurna.

Le forme di enuresi secondaria sono abbastanza omogenee dal punto di vista clinico. Si possono distinguere casi con enuresi come unico sintomo, quando si associano turbe comportamentali, incontinenza fecale notturna, tic, e disfunzioni minzionali.

Le ipotesi sull'origine del disturbo possono essere biologiche e si riconducono alla predisposizione genetica, al ritardo della maturazione delle strutture neuro-muscolari, alla ridotta capacità vescicale e alla qualità del sonno.

La predisposizione genetica è spesso fonte di preoccupazione per genitori, i quali molte volte arrivano anche a colpevolizzarsi. Il rischio che l'enuresi si una problematica genetica è circa del 77% se entrambi i genitori sono stati enuretici, e diminuisce del 44% se uno solo dei due lo è stato. Questo però non implica che se i genitori hanno sofferto di enuresi da bambini, anche i loro figli avranno necessariamente lo stesso disagio, ma semplicemente che i figli di genitori enuretici avranno più probabilità di esserlo.