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Per le sue notti serene
Pipì a letto:
Qualche numero, per capire meglio

Quant’è diffusa

Se il vostro bambino fa la pipì a letto, rimarrete sorpresi di sapere che migliaia di mamme e papà (e bambini) si sentono esattamente come voi.

È diffuso quasi come l'asma nei bambini

Nell'infanzia la pipì a letto è più diffusa di quanto immaginiate. Quasi il 10% di tutti i bambini tra i 4 e i 15 anni, prima o poi bagnano il letto, con un picco sotto gli 8 anni di età. E' una normale fase dello sviluppo, e vale la pena ricordare che rimanere asciutti la notte è solitamente l'ultima tappa nella cura personale che si impara.

“Enu-CHE?”

Conosciuta anche come enuresi, la pipì a letto è "una involontaria perdita di urina in una età in cui il controllo della vescica dovrebbe essere già stato raggiunto". Viene visto come un problema dopo i 5 anni di età, dato che prima di allora un bambino non è comunque ritenuto in grado di rimanere asciutto a letto.

Il 70% dei bambini smette di bagnare il letto entro i 7 anni di età

Tuttavia lo stress e l'imbarazzo connessi con la pipì a letto possono farlo sembrare peggio di quello che è. Alcuni genitori si sentono in ansia di risolvere il problema quando, in realtà, è più utile mostrarsi pazienti e comprensivi e lasciare che il bambino superi il problema nei suoi tempi. Vi rassicurerà sapere che il 98% dei bambini smette di bagnare il letto entro i 15 anni di età.

Più frequente nei maschi che nelle femmine

Se non esiste un 'tipo' di bambino più soggetto a questo problema, i maschi ne sono maggiormente vittime delle femmine. Non esiste certezza sul perché, ma sembra che alcuni studi abbiano dimostrato che le bambine sviluppano il controllo della vescica prima dei bambini. Il 60% dei casi riguarda i maschi, motivo per cui DryNites® studia mutandine diverse per bambini e bambine.

PARLARNE ED INFORMARSI

L’89% dei genitori non è consapevole che il proprio bambino soffra di enuresi e conseguentemente non viene consigliata un adeguato trattamento.

INCIDENZA, ETA’ E SESSO

Il 12% dei bambini fino 5 anni soffre di enuresi! Più frequente nei maschi che nelle femmine.

UNA FASE DELLA CRESCITA

Il 70% dei bambini smette di bagnare il letto entro i 7 anni di età.

L’approfondimento della pediatra

Per conoscere il disagio della pipì a letto

CRESCENDO SI IMPARA

Le mamme e i papà danno molta importanza alla tappa dello sviluppo in cui il bambino comincia a “tenersi pulito” e ad avvisare prima di fare pipì o popò.

Il controllo degli sfinteri rappresenta un traguardo che riempie di orgoglio e di gioia i genitori che vedono il loro piccolo diventare grande. L'educazione al controllo degli sfinteri, coincide con un periodo della vita del bambino (1,5 -3 anni) in cui i divieti dei genitori si fanno più marcati proprio all'interno di quei comportamenti che hanno a che fare con l'educazione alla pulizia.

È tuttavia importante saper aspettare, senza eccessiva fretta, che il piccolo decida da solo nel rispetto dei propri personali ritmi di crescita e di sviluppo psicomotorio quando è giunto il momento di abbandonare il pannolino. Il controllo sfinterico non è “innato”, ma si acquisisce secondo precise tappe. Il passaggio da una tappa a quella successiva dipende sia dall'influenza dei fattori ambientali che di quelli relazionali, perciò non è possibile generalizzare.

CONTROLLO

Il bambino tra il 2° e il 3° anno di vita può imparare a controllare gli sfinteri. Bisogna però evitare di forzarlo, ma piuttosto accompagnarlo in questa sua conquista con delicatezza e con rispetto, trasformandola in un gioco e non in un compito.

Avverrà così che in un primo tempo il vostro bambino raggiungerà il controllo diurno delle urine e successivamente, anche dopo molti mesi, quello notturno.

COLLABORAZIONE

È importante offrire al vostro bambino una collaborazione ed un aiuto più che una costrizione rigida. È sbagliato decidere arbitrariamente quando il bambino sia pronto per iniziare ad usare il vasino, succede spesso che la mamma si svegli un bel mattino e dica: “Ormai sei grande e quindi devi usare il vasino”.

Non deve essere una decisione dell'adulto, ma una naturale tappa evolutiva del bambino.